Il 28 ottobre 2025 si è tenuta un’udienza cruciale presso il Tribunale Civile di Roma dove la giudice Paola Scorza ha ascoltato la richiesta della figlia Evelina Sgarbi per la nomina di un amministratore di sostegno per il padre Vittorio. La giudice si è riservata la decisione nei prossimi giorni, dovendo stabilire se il critico d’arte e sindaco di Arpino è effettivamente incapace di gestire in modo autonomo, libero e consapevole la propria persona e i propri interessi. L’udienza si è caratterizzata per le polemiche esterne, con sostenitori che hanno contestato la figlia gridando “vergogna”, e per il clima di tensione all’interno dell’aula.
Lo svolgimento dell’udienza del 28 ottobre
L’udienza si è svolta presso la nona sezione del Tribunale Civile di Roma sotto la presidenza della giudice Paola Scorza. Vittorio Sgarbi è arrivato in un van nero dall’ingresso di via Lepanto, mentre la figlia Evelina, assistita dall’avvocato Lorenzo Iacobbi, ha presentato ufficialmente la richiesta di nomina di un amministratore di sostegno. Durante i 90 minuti di seduta, la giudice ha condotto un’istruttoria valutativa approfondita, richiedendo in un momento della seduta che tutti i presenti uscissero dall’aula per colloquiare privatamente con Sgarbi e ascoltare la sua versione dei fatti.
Il procedimento dinanzi al giudice
La procedura seguita è stata rigorosa e formale, secondo quanto previsto dal codice civile italiano per le questioni di tutela legale. La giudice ha sentito tutte le parti interessate, inclusa la compagna di Sgarbi Sabrina Colle, i figli Carlo e Alba Sgarbi, e la sorella Elisabetta. Nessun comunicato ufficiale è stato rilasciato al termine dell’udienza; né Sgarbi né Evelina hanno voluto commentare, uscendo da ingressi separati del palazzo di giustizia.
La tempistica della decisione
La riserva del giudice sarà sciolta nei prossimi giorni, con indiscrezioni che parlano di un termine di circa 15 giorni prima della sentenza finale. Durante questo periodo, la giudice avrà il compito di valutare gli elementi probatori presentati da entrambe le parti e di formulare una decisione che determinerà il futuro legale di Vittorio Sgarbi.
La richiesta di Evelina Sgarbi e le motivazioni
Evelina Sgarbi, 25 anni, modella e figlia del critico d’arte, ha depositato un’istanza ufficiale presso il tribunale romano per chiedere la nomina di un amministratore di sostegno a tutela del padre. La sua richiesta si basa sulla convinzione che Vittorio Sgarbi non sia più in grado di gestire autonomamente i propri affari e il proprio patrimonio.
Le affermazioni della figlia nella trasmissione Verissimo
Pochi giorni prima dell’udienza, Evelina ha rilasciato un’intervista alla trasmissione Verissimo di Canale 5, dove ha mosso accuse significative sulla qualità dell’assistenza ricevuta dal padre. Ha affermato: “Temo che stia troppo male. Papà non è curato bene, non è accudito bene. Altrimenti non si sarebbe ridotto così in pochi mesi”. La giovane ha poi sottolineato il calo di peso preoccupante, citando i “47 kg a cui si è ridotto” come indicatore di una situazione sanitaria critica.
I dubbi sulla documentazione medica
Secondo quanto riportato, Evelina ha anche messo in discussione l’autenticità di una firma su un documento relativo alla privacy di suo padre, rilasciato dal Policlinico Gemelli di Roma, dove Vittorio Sgarbi è seguìto per una depressione maggiore. Durante l’intervista televisiva, ha anche dichiarato di aver osservato che il telefono del padre non è gestito da lui personalmente, e che le sue richieste di informazioni al Gemelli le sono state negate, sottolineando come la sua decisione non sia stata “presa su due piedi”.
L’interesse dichiarato della figlia
Evelina ha ribadito che sta agendo “nell’interesse del padre“, presentandosi come una figlia preoccupata per il benessere paterno e intenzionata a tutelare il patrimonio e la salute di Vittorio Sgarbi.
Le proteste e il clima di tensione esterna
L’udienza è stata caratterizzata da una manifestazione di solidarietà verso Sgarbi che si è sviluppata all’esterno del Tribunale Civile di Roma. Un gruppo di persone, tra cui sostenitori, ha protestato contro la figlia gridando ripetutamente “vergogna, vergogna” durante il procedimento.
I manifestanti a favore di Sgarbi
Tra i presenti figura Francesca Della Valle, compagna dell’attore Lando Buzzanca e presidente dell’associazione “Labirinto 14 luglio”, un’organizzazione impegnata nella lotta contro gli abusi dei procedimenti di amministrazione di sostegno. La presenza di questa associazione testimonia come la vicenda abbia attirato l’attenzione di realtà che ritengono che i ricorsi per amministratore di sostegno possano talvolta essere strumentalizzati.
La posizione di Sgarbi durante l’udienza
Vittorio Sgarbi, di fronte alle proteste, ha mantenuto un atteggiamento di opposizione alla procedura. In una recente intervista, prima dell’udienza, aveva definito la richiesta della figlia “una ferita“, ribadendo di sentirsi in salute e ringraziando la compagna Sabrina Colle per averlo aiutato “a uscire dal tunnel”, dichiarando inoltre l’intenzione di sposarla.
La procedura dell’amministratore di sostegno
L’amministratore di sostegno è una figura giuridica prevista dal diritto italiano per tutelare i soggetti che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Questa istituzione rappresenta un intervento meno invasivo rispetto alla tutela o alla curatela, poiché non comporta la dichiarazione di incapacità totale.
I criteri valutativi del giudice
La giudice Paola Scorza, nel valutare la richiesta, dovrà stabilire se Vittorio Sgarbi possiede ancora la capacità di autodeterminazione in modo autonomo, libero e consapevole. Questo significa che la decisione del magistrato deve fondarsi su una valutazione approfondita dello stato di salute psichico e fisico del ricorrente, nonché sulla sua effettiva capacità di gestire le operazioni di carattere patrimoniale e personale.
Il ruolo dell’istruttoria valutativa
L’istruttoria valutativa rappresenta una fase cruciale della procedura, durante la quale il giudice acquisisce informazioni dettagliate sulle condizioni di salute del soggetto, eventualmente con il supporto di perizie mediche. Nel caso di Sgarbi, la giudice Scorza ha condotto colloqui privati e ascoltato le testimonianze di chi è vicino al critico d’arte per raccogliere elementi utili alla decisione finale.
Gli sviluppi della vicenda legale
La decisione della giudice Paola Scorza avrà implicazioni significative sia per Vittorio Sgarbi che per la sua famiglia. Una eventuale nomina di amministratore di sostegno potrebbe limitare i poteri decisionali del critico d’arte in materia di gestione dei beni e della persona, mentre un rigetto della richiesta comporterebbe il mantenimento della piena capacità di agire da parte di Sgarbi.
Le posizioni contrapposte
Da un lato, Evelina Sgarbi sostiene che suo padre necessiti di protezione e supervisione a causa delle sue condizioni di salute. Dall’altro lato, Vittorio Sgarbi e i suoi sostenitori ritengono che il procedimento rappresenti un tentativo ingiustificato di limitare la sua autonomia e che egli sia completamente consapevole delle proprie scelte.
La questione della compagna Sabrina Colle
Un elemento centrale della controversia riguarda il ruolo della compagna di Sgarbi, Sabrina Colle. Evelina ha messo in dubbio l’autenticità dell’influenza positiva di questa figura, mentre Sgarbi ha espresso gratitudine e volontà di sposarla. La giudice dovrà considerare anche questo aspetto nel valutare se eventuali decisioni di Sgarbi sono realmente libere e consapevoli.
Le prospettive future e le possibili conseguenze
La decisione della giudice avrà rilevanza giuridica e sociale non solo per la famiglia Sgarbi, ma potenzialmente anche per il dibattito pubblico sui criteri di nomina degli amministratori di sostegno in Italia. Nel frattempo, il procedimento rimane in corso, con la comunità che attende il provvedimento finale del tribunale romano.
L’attesa della sentenza
Fino a quando la giudice non scioglierà la riserva, lo status giuridico di Vittorio Sgarbi rimane invariato, mantenendo la piena capacità di agire. La sentenza futura determinerà se questa situazione cambierà, aprendo eventualmente la strada alla nomina di un amministratore che affiancherà il critico d’arte nelle sue decisioni patrimoniali e personali.
L’impatto sulla reputazione pubblica
La vicenda ha attirato una significativa attenzione mediatica, trasformandosi in un caso di interesse pubblico che esemplifica le tensioni familiari che possono emergere in situazioni di salute precaria e gestione del patrimonio. La polarizzazione tra i sostenitori di Sgarbi e la posizione della figlia continuerà presumibilmente fino alla pubblicazione della sentenza.

